
Da Fernando Visione
Mi piace pensare di essere tutti noi personaggi di un romanzo in cui l’autore voglia riportarci alle origini: ebbene, ci porterebbe nel nostro collegio, il luogo dove noi tutti, giovani e meno giovani, abbiamo cominciato a compiere il nostro viaggio nello spazio e nel tempo della nostra vita. In quel collegio dove il nostro animo inizialmente si è trovato immerso nel dolore dell’abbandono per poi imparare ad adattarsi ad una nuova vita accolti in una grande casa pronta ad ospitare una grande famiglia dove tutti sono senza un padre e tutti sono lontano da una madre.
Il nostro collegio è il luogo in cui il nostro dolore ha avuto inizio ed è qui che si deve tornare se a quel dolore si vuol dare una risposta.
In questo spazio tutto scorre, ritornare non significa ritrovare le stesse cose nella stessa maniera in cui le avevamo lasciate, ma è un tornare indietro che ci aiuta e ci spinge ad andare avanti
Qui possiamo più facilmente ricordarci degli anni vissuti assieme a tanti altri bambini, rammentare i nostri giochi fatti in gruppo e ripensare anche ai momenti tristi ma soprattutto ai tanti momenti felici passati insieme
Io voglio credere nella sensibilità di colui che compie un gesto come questo e punto sul desiderio che tali episodi si moltiplichino.
Seguirò l’evoluzione di questo fenomeno fino a quando ce ne sarà bisogno, se avrà gambe robuste andrà avanti da solo, io personalmente ci sarò finché sarà necessario, finché ce la farò.
Vi ricorderò tutti come personaggi di un libro ai quali ti affezioni e quando finisci di leggerlo, sai che un po’ di loro resteranno con te mentre altri ti dimenticheranno.
Vieni a Loreto il prossimo 17 e 18 ottobre, poi starai bene

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Grazie Salvatore! Descrivi molto bene il “sentire” di noi bambini nell’ inserimento del collegio. Poi abbiamo sperimentato la fratellanza in una grande famiglia! Verrò a Loreto , poi starò bene.
Grazie Fernando, le tue parole rafforzano in noi la consapevolezza di una esperienza unica, nel dolore nei momenti felici .